NORMATIVA UE · SUPPLY CHAIN

CSRD e CSDDD dopo l'Omnibus I: cosa cambia davvero per aziende e fornitori

Sommario

Nel 2026 il pacchetto Omnibus I ha ridotto il numero di aziende soggette a CSRD e CSDDD e ha spostato le scadenze. Per i fornitori la pressione formale cala. Quella contrattuale no: i grandi committenti continuano a chiedere dati e verifiche.

Cosa è cambiato

La Direttiva (UE) 2026/470 è stata adottata il 24 febbraio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 26 febbraio 2026 ed è entrata in vigore il 18 marzo 2026. Modifica le direttive sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e sulla due diligence (CSDDD).

DirettivaA chi si applica oraQuando
CSRD (rendicontazione)Imprese con più di 1.000 dipendenti e più di 450 milioni di euro di fatturato netto. Prima bastavano due criteri su tre.Le nuove soglie valgono per gli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.
CSDDD (due diligence)Imprese con più di 5.000 dipendenti e più di 1,5 miliardi di euro di fatturato netto.Recepimento negli Stati entro il 26 luglio 2028, applicazione dal 26 luglio 2029.

Per la CSDDD è stato tolto l'obbligo del piano di transizione climatica e il regime di responsabilità civile armonizzato a livello europeo. Le sanzioni pecuniarie hanno un tetto del 3% del fatturato netto mondiale.

Cosa significa per i fornitori

Le nuove regole proteggono le imprese più piccole dalle richieste di dati.

  • CSRD — le imprese della catena del valore fino a 1.000 dipendenti possono rifiutare informazioni che vadano oltre lo standard volontario previsto dalla direttiva, costruito sulla Raccomandazione (UE) 2025/1710, il cosiddetto VSME. Chi chiede dati in più deve dirlo e informare del diritto di rifiutare.
  • CSDDD — secondo i considerando, le informazioni ai partner commerciali con meno di 5.000 dipendenti vanno chieste solo quando non si possono ottenere in altro modo.

Questo non cancella i requisiti contrattuali. Codici di condotta, clausole e audit nei contratti di fornitura sono una scelta dei committenti, non solo un obbligo di legge. Nostra lettura: chi fornisce grandi marchi continuerà a ricevere richieste, anche se la legge le rende meno stringenti.

Come prepararsi senza aspettare le scadenze

  1. 1Mappare i fornitori e i sub-fornitori e capire quali sono a rischio.
  2. 2Raccogliere i dati di base in un formato standard, come il VSME, che si può riusare con più clienti.
  3. 3Verificare sul campo i fornitori più esposti: un audit costa meno di un problema scoperto da altri.

Fonti

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